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mercoledì 15 gennaio 2025

CORRENTE E CONTROCORRENTE - ANNO LI, 15 GENNAIO 2025

ANNO LI - 31 GENNAIO 2025

Quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario del primo numero di “sì sì no no” (15 gennaio 1975). Riproduciamo la prima pagina che contiene in parte il programma del periodico pensando di fare cosa gradita ai nostri associati. 

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CORRENTE E CONTROCORRENTE

Si voglia o non si voglia riconoscere, è una realtà dolorosa lo stato di decadenza nel quale attualmente versa l’ambiente ecclesiastico, decadenza nel pensiero e nei costumi di troppi Ecclesiastici e laici. La decadenza ha avuto inizio sotto il pontificato di Giovanni XXIII, nella falsa interpretazione delle sue parole e dei suoi gesti e continua sotto il pontificato di Paolo VI[1].

La contestazione contro il Vicario di Cristo in quanto tale e contro il concetto di autorità sono l’indice più significativo della decadenza.

Tale decadenza è in progressivo aumento, perché la politica umana dell’opportunismo, inserendosi nel campo religioso, annulla il “sì sì, no no” evangelico in favore del compromesso teorico e pratico, con il pretesto che non inficia la sostanza. Al contrario il compromesso umilia la sostanza, l’umiliazione della sostanza genera la permissività, la permissività genera la confusione, la confusione accentua la decadenza e la decadenza alimenta il compromesso: è un giro vizioso. Quindi, nella valutazione umana c’è da prevedere un progressivo peggioramento in ogni campo.

La decadenza, provocando l’allentamento delle maglie, ha dato agio ai nemici della Chiesa di penetrare nel suo interno per scardinarla dall’interno. «professionisti guastatori si mostrano interessati ai problemi della Chiesa, come se volessero apportarvi un contributo costruttivo, mentre il loro intento – è dimostrato dai fatti – è solo distruttivo. La loro prima azione si è fondata e si fonda tuttora su riviste, che trattano ogni disciplina religiosa in modo pseudo-scientifico e pseudo-ortodosso[2]. Esse sono state create ad hoc con mezzi economici di provenienza fin troppo dubbia, se non oscura, e sono state e sono stampate contemporaneamente in più lingue: di qui la generalità e la contemporaneità della crisi. A tali riviste in un primo tempo hanno ingenuamente collaborato anche personalità del mondo cattolico, che ne hanno così facilitato la diffusione. Molte, accortesi dell’indirizzo gradatamente sempre più disgregatore, si sono ritirate, ma hanno avuto il torto di farlo in silenzio senza denunciare pubblicamente il fatto e mettere così al corrente e in allarme l’opinione del mondo cattolico. Altre personalità piene di irriflessività e per un falso concetto di apertura, che oltre una determinata misura è causa di sfaldamento della sostanza, continuano a collaborare, cooperando al pauroso sbandamento al quale assistiamo nel campo esegetico, teologico, morale, filosofico e pastorale.

A maglie allargate, hanno colto l’occasione per mettere in evidenza il proprio «io», nella costruzione dell’odierna babilonia, alcuni teologi o presunti teologi o che vogliono far credere di essere teologi. Essi emettono pareri e sentenze fuori della dottrina della Chiesa come se avessero “uno spirito santo” da contrapporre allo Spirito Santo garantito da Cristo al Papa.

La stampa laicista, la televisione e la radio, impegnate già per proprio conto a degradare la Religione, a promuovere l’ateismo pratico con la diffusione del libertinaggio e della turpitudine sotto ogni forma, ben volentieri hanno offerto ai “teologi-guastatori” i mezzi per diffondere il caos mentale.

Gli ultimi, ma i più dannosi propagatori del caos, sono coloro – sacerdoti e laici – che, non avvezzi a un discernimento critico e troppo spesso privi d’adeguata cultura, Fede e amore, si sono imbevuti delle idee di moda e se ne fanno banditori tra i fedeli, spesso con l’aggiunta di teorie personali che li mettono al passo con i “professionisti teologi-guastatori”. Sono i guastatori capillari.

Assistiamo, così, alla contestazione delle stesse direttive del Vicario di Cristo[3], alla desacralizzazione e alla demitizzazione, e, in pari tempo, a valorizzazioni del pensiero marxista, all’esaltazione di unioni umane prive di fondamento spirituale, ad una pastorale yè-yè, al “che c’è di male?” per giustificare azioni peccaminose, a “i tempi sono cambiati!” per adattare l’immutabile legge di Dio all’attuale decadenza umana, alla presentazione di “esperienze personali” come soluzione dei problemi, a tentativi di rendere lasso il comportamento dei cattolici, mediante la presentazione di un falso cristianesimo, tutto facile e privo di sacrificio. Il cristianesimo è stato così svuotato dei suoi valori fondamentali e reali.

Allo scoppio della crisi è mancata la tempestiva reazione da parte delle Autorità che non hanno messo in moto tutti quegli organismi competenti di cui dispone la Chiesa. Il compromesso così nato sta creando il deserto dell’autentica Fede sia in chi deve insegnarla, sia in chi deve assimilarla.

Viene dimenticato che le Verità di Fede si devono insegnare e accettare così come sono, senza aggiunte e senza sottrazione, senza deformazioni e senza travisamenti, gravi o lievi. Alla disgregazione e alla contaminazione della Fede concorrono il relativismo, il problematicismo, il soggettivismo e quanto d’insano c’è nella sociologia e psicologia. Raramente ci si imbatte in chi, in materia di Fede, insegna l’«è»; al contrario, tutto si risolve in una continua tavola rotonda (ottimo mezzo per diffondere la confusione), intorno alla quale tutti espongono la propria idea e tutti restano della propria idea, perché nulla si chiarisce e si definisce, ma tutto è messo e resta in discussione, all’insegna del soggettivismo.

Le Autorità avrebbero dovuto e potuto porre un argine all’espandersi del deserto dell’autentica Fede, anche mediante la stampa cattolica di larga diffusione; hanno omesso di farlo, sicché i giornali, ma soprattutto le cosiddette riviste cattoliche, si sono messe sulla scia delle idee di moda: tutti si sono aperti alla comprensione delle cose umane e si sono chiusi alla comprensione delle cose di Dio; avvalendosi del nome di Cristo, ribattono i chiodi della Croce di Cristo, insieme con gli interessati, gli ipocriti e i “guastatori” di ogni categoria.

La corrente delle idee di moda, ogni giorno di più, tenta di travolgere, oltre quelli già travolti, anche quei Ministri di Dio e quei fedeli, che, ancora sani, si sentono però isolati e disprezzati. Persone benpensanti che soffrono intimamente per l’attuale situazione della Chiesa, ringraziando il Signore, ce ne sono ancora molte. Esse, però, hanno bisogno di chi faccia sapere loro che non sono sole, le sostenga e le inviti a resistere alla tentazione di cedere alle idee di moda e ai compromessi, a comprendere, infine, che l’isolamento in cui si trovano e la critica insulsa che subiscono è l’azione diabolica nella Chiesa.

Il compito ingrato che la nostra pubblicazione s’assume è quello di andare controcorrente e di aiutare ad andare controcorrente, non per gusto, ma perché, per seguire il bene, è oggi più che mai necessario andare controcorrente.

La nostra pubblicazione perciò diffonderà idee chiare dicendo “sì” a quanto è conforme alla Fede cattolica trasmessa dagli Apostoli – (di cui è depositaria e custode la Chiesa docente, cioè il Papa e i Vescovi soggetti a lui) – e dicendo “no” senza mezzi termini a quanto pretende di soppiantarla. Seguirà il binario della Verità, anche se doloroso. Non terrà alcun conto di qualifiche e di poteri; non cercherà di farsi amici né temerà i nemici. Non riporterà nulla che non sia suffragato da fatti o documentazioni. Non si interesserà di politica, salvo quegli argomenti che invadono o toccano il campo della Religione o della morale. Godrà della più ampia libertà di parola, perché è una pubblicazione realmente indipendente, che non ha scopi di speculazione o altre ambizioni umane.

Perciò confida nell’aiuto di Dio e di quei lettori che comprenderanno il valore dello scopo di bene che essa si prefigge e la necessità di un argine all’offensiva di malcostume in atto dentro e fuori della Chiesa, ma sempre contro la Chiesa. In questi tempi, in cui sembra che non ci siano più occhi per vedere e orecchi per intendere, a questi lettori “sì sì, no no” chiede di collaborare nel modo che riterranno più opportuno, cominciando dalla propagazione delle idee.    La collaborazione delle “penne” è aperta a tutti.

A tutti però, a chi può e a chi non può prestare nessun aiuto, si chiede l’aiuto della preghiera.

La nostra pubblicazione non pretende di cambiare il mondo, ma vuole dare il proprio piccolo contributo. È, infatti, dovere di ogni cristiano dopo aver difeso se stesso dal deserto, tentare la difesa degli altri e la riconquista del deserto.

In questo giorno, con l’offerta del nostro oro (ne abbiamo tanto quanto l’obolo della vedova), incenso e mirra, nel nome del Signore iniziamo il lavoro.

Epifania 1975

La Direzione

 

[1] Nell’erroneo insegnamento del Concilio Vaticano II

[2] Vedi Cionci e compagni.

[3] Quando riafferma l’insegnamento tradizionale.


LIBRO: ROMA E CANTERBURY - ESAME DELLA RISPOSTA DEGLI ARCIVESCOVI ANGLICANE ALLA BOLLA APOSTOLICAE CURAE DI S. S. LEONE XIII, P. SALVATORE M. BRANDI, S.I., CIVILTÀ CATTOLICA 1897

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