Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta Anno LI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Anno LI. Mostra tutti i post

mercoledì 31 dicembre 2025

PADRE DI UN PICCOLO MARTIRE - 31 DICEMBRE 2025 - ANNO LI



ANNO LI - 31 DICEMBRE 2025


Padre di un Piccolo Martire

Si chiamava Roberto Rivi ed era nato a San Valentino di Castellarano (Reggio Emilia) il 30 ottobre 1903, primo tra numerosi fratelli, in una famiglia dove la fede animava la vita e le opere di tutti i giorni. Crebbe, imparando alla scuola di mamma Anna Ferrari, una donna dalla vita cristiana splendida, a pregare quotidianamente la Madonna con il Rosario, a incontrare tutte le domeniche e poi ogni giorno, Gesù nella Messa-Comunione. Presto il parroco don Jemmi divenne la sua guida spirituale.

Dopo pochi anni di scuola elementare, Roberto sentì il desiderio di farsi francescano… ma poi rimase a casa a lavorare la campagna e a testimoniare quel Gesù che amava più di tutto, in mezzo alla sua gente. Era puro e leale come un cavaliere antico senza macchia e senza paura. A 20 anni, prestò servizio militare passando anche alcuni mesi a Zara, nell’ Istria, assai lontano da casa: un tempo, questo del militare, lungo e duro, vissuto in ambienti difficili, ma sempre in fedeltà a Gesù, a costo di qualsiasi sacrificio.

Rientrò in famiglia a S. Valentino, a metà degli anni ’20, nel periodo in cui la Chiesa era guidata dal Papa Pio XI che cercava di organizzare la gioventù nell’Azione Cattolica. Roberto fece parte di quei giovani cattolici appassionati che si ispiravano anche ai Martiri del Messico, i quali proprio in quegli anni, cadevano sotto il piombo dei persecutori, gridando: “Vivo Cristo Re”.

Ventiquattrenne, Roberto incontrò Albertina Canovi e la sposò, deciso a farsi una famiglia che avesse come Centro Gesù quale Luce e Guida. Vennero i figli che furono la sua più grande gioia. Il 7 gennaio 1931, gli nacque Rolando che si dimostrò subito un figlio speciale: vivace, allegro, un vero spasso. A 5 anni, già serviva la Messa al parroco, don Olinto Marzocchini (1888-1967) e si vedeva che gli piaceva proprio stare in chiesa a pregare e a cantare le lodi del Signore.

Continua nell’edizione in abbonamento.
I lettori che desiderano sostenere la buona stampa cattolica possono associarsi.



lunedì 15 dicembre 2025

IL VERO VOLTO DEL CARDINALE BEA "ECUMENISTA" ANCHE PRIMA DEL CONCILIO VATICANO II - 15 DICEMBRE 2025 - ANNO LI

 


ANNO LI - 15 DICEMBRE 2025


Lo svelamento dell’«enigma» bea

Prologo

In quest’articolo inizio a studiare l’evoluzione progressista prudentemente intrapresa dal cardinale Agostino Bea, a partire dal 1949, basandomi sulla documentazione desecretata, che la dottoressa Saretta Marotta ha messo a nostra disposizione nel suo interessante e ben documentato libro: Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII (Bologna, il Mulino, 2019).

Un «enigma» facilmente spiegabile

La dottoressa Marotta spiega che «per lungo tempo l’improvvisa trasformazione di Bea da figura di spicco del pontificato pacelliano a interprete autentico di quello roncalliano è rimasta difficilmente spiegabile, non riuscendo i contemporanei a individuare nel passato del gesuita tedesco elementi che lo ricollegassero direttamente alle diverse correnti del rinnovamento teologico cattolico e in particolare agli sforzi del movimento ecumenico» (Saretta Marotta, Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019, p. 30).

lunedì 1 dicembre 2025

IL VERO VOLTO DEL CARDINALE BEA "ECUMENISTA" ANCHE PRIMA DEL CONCILIO VATICANO II - 30 NOVEMBRE 2025 - ANNO LI

 


ANNO LI - 30 NOVEMBRE 2025




Augustin Bea, al Vaticano II, getta la maschera

Nel presente articolo, in cui tratto l’azione svolta – quasi alla luce del sole – da Bea durante il Concilio Vaticano II, mi servo di fonti che sono abbastanza conosciute; prossimamente tornerò a scandagliare il ruolo occulto, che il gesuita tedesco aveva giocato nel decennio che va dal 1948 al 1958, fondandomi sul libro di Saretta Marotta, Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII (Bologna, il Mulino, 2019).

Il cardinal Bea, dopo la morte di papa Pacelli, aveva gettato la maschera e non aveva più nessuna necessità di nascondere il suo vero volto, dietro l’apparenza dell’esegeta conservatore nonché venerato confessore di Pio XII.

Oramai, papa Pacelli era defunto e non era più necessario fingere di essere un teologo pienamente cattolico e in linea con il Magistero costante della Chiesa. I nuovi Pontefici (Roncalli e Montini) erano pienamente in linea con le idee della “Nuova Teologia” condannata dall’ Enciclica Humani generis del 12 agosto 1950 di Pio XII. 

Per comodità del lettore riassumo, ora, brevissimamente la vita del cardinal Bea. Egli nacque il 20 maggio del 1881 nel Baden in Germania. Venne ordinato sacerdote nella Compagnia di Gesù nel 1912. Nel 1924 venne nominato professore di teologia biblica e di esegesi dell’Antico Testamento al Pontificio Istituto Biblico. Nel 1930 divenne Rettore del medesimo Pontificio Istituto Biblico. Dal 1942 al 1954 fu confessore di Pio XII. Nel 1959 venne creato cardinale da Giovanni XXIII e nel 1960 venne nominato Presidente del Segretariato per l’unità dei Cristiani. Morì il 16 novembre 1968 a Roma[1].

sabato 1 novembre 2025

SIAMO ARRIVATI ALLA «FINE DEL MONDO MODERNO»? - 31 OTTOBRE - ANNO LI



ANNO LI - 31 OTTOBRE 2025

 SIAMO ARRIVATI ALLA «FINE DEL MONDO MODERNO»?

L’agonia della modernità

Per quanto riguarda la modernità, possiamo dire che essa, filosoficamente, è caratterizzata 1°) dall’ «umanesimo integrale», ossia dalla teoria della «dignità assoluta dell’ uomo», che ha rimpiazzato Dio e ogni valore trascendente, e, 2°) dalla promessa del «paradiso in questa terra», avendo abolito ogni concetto ultra-terreno.

Tuttavia, lo stato attuale delle cose è la prova del nove del suo fallimento. Questi errori filosofici hanno trovato il loro compimento nel modernismo teologico definito da San Pio X la “cloaca raccoglitrice di tutte le eresie”. Perciò, se vogliamo disintossicarci dalla modernità, dobbiamo liberarci dal veleno del modernismo teologico.

giovedì 16 ottobre 2025

STANNO RICOSTRUENDO IL TERZO TEMPIO DI GERUSALEMME? 15 OTTOBRE - ANNO LI

 




 Soluzione finale del problema palestinese e ricostruzione del terzo Tempio

In concomitanza con la soluzione finale della questione palestinese, portata avanti - sin dal 1948 - dall’esercito israeliano e arrivata al traguardo in questi giorni nella striscia di Gaza (ottobre/dicembre 2025); i caporioni del Sionismo attuale cominciano a parlare, oramai esplicitamente, di ricostruzione del terzo Tempio di Gerusalemme e di avvento del loro “messia”, dopo aver distrutto la moschea di Omar.

Inoltre, si mostrano in foto a fianco di una giovenca rossa (venuta in Terra Santa, qualche mese fa, da un ranche statunitense d’integralisti fondamentalisti protestanti) senz’alcuna imperfezione, che secondo la lettura talmudica del Vecchio Testamento, sarebbe la conditio sine qua non per riedificare il Tempio e per offrire il sacrificio al “messia” prossimamente venturo, che secondo la teologia cattolica è l’Anticristo.  

mercoledì 1 ottobre 2025

GESÙ FACEVA ARATRI - 30 SETTEMBRE 2025 - ANNO LI

 




ANNO LI - 30 IUGLIO 2025

Gesù faceva aratri

Un antico testo ebraico (Aboth, 5, 21, spiega quali erano gli obblighi di un bravo ragazzo ebreo: “A 5 anni si comincia a studiare la Bibbia; a 10 anni la Misnah (la legge orale); a 15 anni si incomincia a studiare il Talmud (letteratura rabbinica); a 18 a celebrare il matrimonio; a 20 a trovare lavoro”.

Ma Gesù non seguì studi specialistici e neppure si sposò, ma rimase celibe, perché era l’ Uomo-Dio e per dedicarsi tutto alla volontà del Padre. A Nazareth seguì il padre putativo nel mestiere di carpentiere, dedicandosi a lavori in legno, .pietra e stallo. San Giustino, vissuto tra il primo e il secondo secolo, nato a Nablus in Samaria, il primo pensatore cristiano, nella sua opera Dialogo con Trifone (88, 8; PG 6, 686) scrive  che “Gesù fabbricava opere di carpenterie, aratri e giochi” (citato da Nicola Bux, Gesù il Salvatore, Cantagalli, Siena, 2009). Mi pare di aver letto che uno dei primi scrittori cristiani (ma non so dare la citazione esatta) racconta di aver visto un aratro fatto da Gesù stesso.

martedì 16 settembre 2025

LA TEOLOGIA DEL VATICANO II PROVIENE DALL'ANTROPOLOGIA E PORTA AL LUCIFERISMO - 15 SETTEMBRE - ANNO LI

 



ANNO LI - 15 SETTEMBRE 2025

La Teologia del Vaticano II proviene dall’antropolatria e porta al luciferismo

Prologo

Parafrasando padre Cornelio Fabro, affronto la questione della “svolta antropologica[1] del Concilio Vaticano II per cercare di capire da dove esso sia venuto e dove potrebbe portarci qualora lo seguissimo.

 O Dio o L’Io

Paolo VI nell’Omelia della nona sessione del Concilio (7 dicembre 1965) ha detto: “La religione di Dio che si è fatto uomo s’è incontrata con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio. Che cosa è avvenuto? Uno scontro, una lotta, un anatema? Poteva essere, ma non è avvenuto. […]. Una simpatia immensa lo ha tutto pervaso. […]. Anche noi, noi più di tutti siamo i cultori dell’uomo!” (Enchiridion Vaticanum, Documenti. Il Concilio Vaticano II, EDB, Bologna, IX ed., 1971, pp. 282-283).

Quanto stride questa frase, oggettivamente blasfema, di Montini “cultore dell’uomo” e, addirittura, della “religione dell’uomo che si fa Dio”:

1°) con l’Incarnazione del Verbo, che “si è annichilato sino a prendere forma di uomo” (Fil., II, 3-7);

2°) con quanto di essa scrive S. Agostino: “Il Verbo da Dio si fece uomo, affinché l’uomo non osasse farsi simile a Dio” (Discorsi, LXXVII, 11-12);

3°) con quanto detto da Pio XII nel Radiomessaggio natalizio del 24 dicembre 1952: “Il Satanismo più profondo e capillare è l’apoteosi dell’uomo”; infine,

4°) con quanto scritto nel 1903 da San Pio X, nella Enciclica E supremi apostolatus cathedra,  in cui identificava il “culto dell’uomo” con “l’essenza del Regno dell’Anticristo”.

venerdì 15 agosto 2025

LA SANTA MESSA PERSEGUITATA - AGOSTO 2025 - ANNO LI

 


ANNO LI - AGOSTO 2025

LA SANTA MESSA PERSEGUITATA

Nel 2007, Benedetto XVI promulgò il Motu Proprio Summorum Pontificum (2007), accompagnandolo con una lettera, nella quale dichiarò che il rito antico non era mai stato abrogato (Cfr. Summorum Pontificum, Art. 1). Non poteva esserlo. Il Concilio di Trento, infatti, stabilì con un canone dogmatico: «Se qualcuno afferma che i riti tramandati e approvati dalla Chiesa cattolica, soliti ad essere usati nell’amministrazione solenne dei sacramenti, possano essere disprezzati o tralasciati a discrezione, senza peccato, da chi amministra il sacramento, o cambiati da qualsivoglia pastore di chiese con altri nuovi riti: sia anatema» (DS 1613). 

Questo canone XIII sul sacramento dell’Eucaristia condanna come eretica l’idea che un qualsiasi pastore della Chiesa — compreso il Papa — possa sostituire i riti tradizionali con quelli nuovi. Questo canone ha valore dogmatico, non solo disciplinare. La sua formulazione universale (“quemcumque”) esclude eccezioni. Quindi, la sostituzione del rito romano con il Novus Ordo appare non solo illegittima, ma contraria alla fede cattolica, secondo il magistero infallibile del Concilio di Trento.

mercoledì 16 luglio 2025

LA NOSTRA È L'ORA DEL POTERE DELLE TENEBRE (LC., XXII, 52) - 13 IUGLIO 2025 - ANNO LI

 

ANNO LI - 13 IUGLIO 2025




Prima Parte. Ai tempi Di Gesù Il Vangelo secondo san Luca

Nel Vangelo di san Luca leggiamo che Gesù dice: “Questa è l’ora vostra e l’ora del potere delle tenebre” (XXII, 53). Il medesimo san Luca, al versetto precedente premette che Gesù era stato appena catturato da “i Prìncipi dei Sacerdoti[1], i Capi delle Guardie del Tempio[2] e gli Anziani[3]” (Lc., XXII, 52) per essere condotto davanti al “Sommo Sacerdote[4] e al Sinedrio[5]” (Lc., XXII, 54-71).

Inoltre Gesù, tramite la congiunzione “et / e” unisce “l’ora vostra” con “l’ora del potere delle tenebre” (Lc., XXII, 53), ossia l’ora di Satana.

Adesso, alla luce di quanto scritto dal medesimo Evangelista san Luca nel versetto 52;  l’ora di Satana è chiaramente quella di coloro che sono andati ad arrestare Gesù, ossia: “I Prìncipi dei Sacerdotii Capitani delle Guardie del Tempio e gli Anziani” (Lc., XXII, 52), che debbono condurre Gesù, dopo averlo arrestato, davanti al “Sommo Sacerdote e al Sinedrio” (Lc., XXII, 52-54). In breve è la “Cupola” dell’establishment giudaico/talmudico - quella che san Giovanni nell’Apocalisse (II, 9; III, 9) chiama la “Sinagoga di Satana”, ossia la “contro-Chiesa”[6] - che si mosse come una “piovra” contro Gesù al Getsemani il Giovedì Santo di 2000 anni fa e si muove, ancor oggi, contro la Chiesa di Cristo e i Cristiani.

Si pensi all’operazione condotta dall’Entità sionista prima contro la Palestina (ottobre 2024), poi contro il Libano (novembre 2024), infine contro la Siria (dicembre 2024) per poter arrivare all’Iran e forse alla Russia e quindi al mondo intero.

martedì 1 luglio 2025

UN SACERDOTE HA BISOGNO DI UN PERMESSO PER DIRE LA MESSA TRADIZIONALE? - 30 GIUGNO 2025 - ANNO LI



ANNO LI - 30 GIUGNO 2025


Un sacerdote ha bisogno di un permesso per dire la Messa tradizionale?

Il prof. Peter Kwasniewski dimostra che Paolo VI non ha mai legalmente ordinato l'uso esclusivo del nuovo Messale o ha vietato legalmente il continuo uso del vecchio Messale, e che nessuna successiva legislazione valida lo ha fatto. Si tratta ovviamente di una questione di una certa importanza per le coscienze dei sacerdoti e per la conservazione della Messa tradizionale. […].

Un sacerdote ha bisogno del permesso per celebrare la Messa latina tradizionale?

Una presa di coscienza rivoluzionaria: Paolo VI non ha imposto legalmente la nuova Me\ssa né ha modificato i diritti imprescrittibili del vecchio Messale

lunedì 16 giugno 2025

NOI RIMARREMO CATTOLICI - 15 GIUGNO - ANNO LI




ANNO LI - 15 GIUGNO 2025



Domenica 8 giugno, domenica di Pentecoste, il quotidiano della conferenza episcopale italiana Avvenire, nella sezione dedicata alla cultura "Agorà", pubblica l'articolo di Luigino Bruni intitolato: 

"La buona battaglia di Ernesto Buonaiuti".

Già il 2 settembre del 2022 Luigino Bruni incensava, nel medesimo giornale, la storica memoria del defunto Buonaiuti, principale esponente del modernismo in Italia (morto scomunicato), al pari di Loisy e Tyrell.

È evidente che in nessuno dei due casi lo Spirito Santo abbia ispirato l'autore dell'articolo né coloro che ne hanno permesso la pubblicazione, perché lo Spirito Santo non è uno spirito di menzogna ma è Spirito di Verità, non è uno spirito di tenebra, ma è Spirito di Luce, non ispira l'apostasia ma la fede, quella cattolica.

Blasfemo è l'accostamento che Luigino Bruni fa tra Bonaiuti e l'apostolo Paolo, quando nel titolare il suo articolo si lascia ispirare dalla seconda lettera a Timoteo, capitolo quattro versetto sette: 

"Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede", tutte parole che non si addicono al defunto ma si addicono all'Apostolo.

domenica 1 giugno 2025

IL DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI - 31 MAGGIO 2025 - ANNO LI



ANNO LI - 31 MAGGIO 2025

 IL DISCERNIMENTO DEGLI SPIRITI

Introduzione

Nel 1775 S. Alfonso scrisse un libro di teologia ascetica intitolato Condotta ammirabile della Divina Provvidenza (Napoli, Editore Paci), in cui da pagina 127 a pagina 157 affrontò la questione del Discernimento degli Spiriti, nel capitolo intitolato Consigli di sollievo e di confidenza per un’anima desolata. Colloquio tra Monsignor l’Autore e l’Anima che domanda consiglio. 

Il Redentorista Padre Alfonso Amarante, nel 2008, ha curato la 10edizione di quest’opera, con adattamento in lingua italiana corrente, pubblicata da Shalom Editrice di Camerata Picena in provincia d’Ancona.

Nel presente articolo riassumo il contenuto dell’opera alfonsiana e invito il lettore a studiare e a meditare il testo medesimo del Santo Dottore della Chiesa. 

giovedì 15 maggio 2025

PIO XII "ANTI/AMERICANISTA" - 15 MAGGIO 2025 - ANNO LI

 



ANNO LI - 15 MAGGIO 2025


Pio XII  “anti/americanista”


Cattolicesimo tra liberismo e socialismo

Pio XII[1] al contrario di Russel Kirk (†1994) Edmund Burke (1737) e neoconservatori attuali, aveva capito molto bene l’opposizione irreconciliabile tra spirito (non è una questione di razza ma d’idee) liberal/americanista e cattolicesimo; tra comunismo (trotzkista o stalinista, sostanzialmente eguali, accidentalmente diversi) e cristianesimo.

 La scomunica del comunismo ateo e materialista

Infatti, dopo aver scomunicato il comunismo apostatico, perché ateo e materialista, nel 1949, ed essersi schierato apertamente contro il pericolo di una giunta social/comunista a Roma nel 1952; aveva allontanato da sé Alcide De Gasperi, per non aver voluto allearsi (come gli aveva chiesto) con le destre contro la sinistra e per aver denunciato Giovanni Guareschi. Infine, espulse da Roma anche monsignor Montini, troppo vicino alla mentalità laicista e democristiana di De Gasperi.

 …ma, Pacelli condanna anche il liberismo

Inoltre, papa Pacelli condanna l’altro errore opposto al collettivismo totalitarista del comunismo: ossia l’individualismo liberale/libertario e consumista dell’occidente americanizzato, definito da Pacelli ‘‘puro automatismo’’ e solo esteriormente o apparentemente ‘‘mondo/libero’’; mentre realmente e interiormente rende l’uomo ‘‘schiavo’’ della moda, del benessere, del peccato e dell’ amoralità relativista.

Pio XII non ha simpatizzato col Patto Atlantico (nel 1950, in occasione della guerra contro la Corea), attirandosi le ire di Roosevelt. Proprio come verso la fine della Seconda Guerra Mondiale non aveva voluto schierarsi né con il III Reich né con il Patto Atlantico.

L’ultima crociata indetta nel 1950

All’inizio degli anni Cinquanta, Pacelli lancia la Chiesa alla conquista attiva della società civile (eleggendo a modello s. Gregorio VII, Innocenzo III e beatificando Innocenzo XI che aveva contribuito a fermare nel Seicento i turchi a Vienna, salvando così l’Europa intera e canonizzando poi Pio X il Papa antimodernista), ammaestrando positivamente il mondo; è l’epoca dei grandi raduni di massa, con le ‘‘consegne ai militanti’’, nei quali milioni di persone vanno “a Roma a vedere Pietro”, organizzati dal professor Luigi Gedda e da padre Lombardi. Basti pensare all’istituzione della festa liturgica di san Giuseppe Patrono degli Artigiani, da solennizzarsi il 1° maggio, per strappare le masse operaie dalle grinfie del marxismo. Festa tanto invisa sia ai comunisti sia ai paleo/conservatori, ammalati di insano archeologismo.

Pacelli invita i fedeli a risvegliarsi dalla letargia spirituale che li ha avviluppati e a dedicarsi, anima e corpo, all’apostolato militante. Nel 1950 proclama il dogma dell’Assunzione di Maria in cielo, vedendo e proponendo la Madonna come ultimo rifugio, prima dell’inevitabile castigo, se l’umanità non si scuoterà dal letargo.

Nel 1951 proclama la ‘‘crociata della purezza’’ (in un mondo che scivolava verso l’amoralità e l’impudicizia) e canonizza Maria Goretti come martire della castità, proponendola come modello al mondo e specialmente alla gioventù.

Nel 1954 indice l’anno mariano, anno di preghiera e penitenza (che non ha nulla a che vedere con le odierne “giornate della gioventù”, molto più simili - purtroppo, ma è la realtà e «contro il fatto non vale l’argomento» - ai baccanali pagani, ricolmi di musiche sfrenate afro/ americane, orge, profilattici e droghe).

Ogni mese Pio XII riceve e invita a raccolta tutti i ceti sociali: le famose categorie di ‘‘arti e mestieri’’, che erano ancora il nerbo dell’Italia (non ancora americanizzata) del risparmio, dell’austerità, della morigeratezza, della frugalità e della fede nel dopoguerra; spronandoli a impregnare se stessi, la propria famiglia, la loro categoria e, quindi, la società di spirito cristiano per realizzare il regno sociale di Gesù Cristo. Pio XII cura il rapporto serio e non istrionico con le masse, è il Papa degli immensi raduni e non degli show o peggio ancora delle mascherate, sceglie con accortezza e serietà i mezzi di comunicazione di massa per far giungere a tutti il Vangelo, non edulcorato, annacquato o travestito e deformato in vago filantropismo carnevalesco.

1955: il mondo diserta la crociata cattolica anti liberal/comunista

Purtroppo, Pio XII s’accorge nel 1954-55 che il mondo (passato lo smarrimento e la riflessione dei primi anni del dopoguerra) non vuole ascoltare più la voce della Chiesa, oramai è scivolato nel consumismo, conformismo e relativismo occidentale (l’altro errore del dopoguerra specularmente ma non egualmente, o nello stesso grado di malizia, opposto all’orrore del comunismo “intrinsecamente perverso”; così come prima della guerra, era stato condannato il neopaganesimo pan /germanico, che non aveva abolito la religione imponendo l’ateismo di Stato, la famiglia e la proprietà privata, come invece aveva fatto il bolscevismo comunista). La città del benessere dell’uomo occidentale e americanizzato, che Pacelli s’era sforzato d’edificare positivamente e attivamente (dal 1945 al 1954) sul mondo devastato materialmente e spiritualmente dal secondo conflitto mondiale è oramai più seducente di quella di Dio,.

 Testimonianza, preghiera, silenzio interiore e penitenza

Purtroppo, il consumismo e l’edonismo, soppiantano l’austerità e la semplicità del cattolicesimo romano. Il mondo non vuol ascoltare né tanto meno mettere in pratica i consigli della ‘‘voce del Pastore”.

Allora, Pacelli si ritira (dal 1955) sino alla sua morte (1958) nel silenzio, nella preghiera e penitenza; egli continua sempre ad ammonire, affinché il mondo eviti il pericolo imminente della catastrofe, ma ha capito che oramai esso “non vuole che Cristo regni su di lui”; si vede Pio XII in fotografia con gli agnellini, i passerotti che volano e si posano sulla sua mano, come san Francesco che parlava agli animali quando gli uomini non volevano ascoltarlo, limitandosi e cercando sempre di dare la testimonianza di una vita retta; s’accontentava di camminare per le strade delle città d’Assisi, in silente preghiera, col suo saio che predicava implicitamente povertà, castità e umiltà.

Il Papa è ‘‘spaesato’’ in questo mondo del benessere e del consumismo e capisce perfettamente che esso corre verso la perdizione (massa damnata quae ruit in perditionem).

Inoltre, gli appare il Sacro Cuore (1954), vede il miracolo del sole (1950) che si era avverato a Fatima nel 1917 e chiede a Gesù: Jube me venire ad Te!

L’ultima sua Enciclica[2], sarà una cupa ma realistica visione o meglio profezia (di sventura) apocalittica sulla Chiesa nel mondo, viandante e pellegrina nella notte spirituale tra le ombre della morte delle anime. L’umanità relativista e edonista non ha oramai più le forze per sollevare la pietra tombale che ha fabbricato con le sue mani e si è posta sul capo.

Audiface

 Note:

[1] R. Serrou, Pie XII. Le pape-roi, Paris, Perrin, 1992 ; A. Chélini, L’Eglise sous Pie XII. L’après-guerre 1945-1958, II vol., Paris, Fayard, 1989; G. SALE, De Gasperi, gli USA e il Vaticano all’inizio della guerra fredda, Milano, Jaca Book, 2005.

[2] Meminisse Juvat 14 luglio 1958. In essa leggiamo: “Nuovi pericoli minacciano la Chiesa e il popolo cristiano. (…) Al momento presente non regna ancora la giusta pace (…), le spaventose armi, scoperte ora dall’ingegno umano, sono di sì immane potenza da travolgere nell’universale sterminio non solo i vinti, ma altresì i vincitori e l’umanità intera. (...) È necessario tornare ai precetti del cristianesimo. (...) Folle di cittadini, sono attratte con facilità da errori ampiamente divulgati; le lusinghe e gli incentivi al vizio... per mezzo di pubblicazioni... , di spettacoli cinematografici e televisivi, corrompono specialmente l’incauta gioventù. (...) Si tenta di far avverare il detto: Percoterò il Pastore e il gregge si scompiglierà. (...) Non v’è dubbio che la società cristiana, dev’essere martoriata nei secoli da persecuzioni, contrasti, calunnie …, ma è egualmente certo che essa, alla fin fine, come Cristo, trionfò, riporterà su tutti i nemici una pacifica vittoria (…). Nessuno di voi diventi disertore (…) occorre la riforma cristiana dei costumi, senza la quale le nostre preghiere sono vane voci”. (Tutte le Encicliche e i principali Documenti Pontifici emanati dal 1740, a cura di U. Bellocchi, volume XII: Pio XII (1939-1958) - Parte seconda: 1950-1958, Città del Vaticano, LEV, 2004, pp. 496-503).

mercoledì 30 aprile 2025

I RAPPORTI TRA STATO E CHIESA SECONDO LA DOTRINA CATTOLICA TRADIZIONALE - 30 APPRILE 2025 - ANNO LI




ANNO LI - 30 APPRILE 2025


 I RAPPORTI TRA STATO E CHIESA  
secondo la dottrina cattolica tradizionale


Il libro “Chiesa e Stato” di padre Cappello

Il libro Chiesa e Stato di padre F. M. Cappello, che l’Editore Effedieffe ha ripresentato al pubblico italiano (620 pagine, 28 euro), fu stampato dall’Editore pontificio Ferrari di Roma nel 1910 e ricalcava le Institutiones iuris publici ecclesiastici pubblicate da Marietti nel 1907 in tre volumi, in cui il Nostro affrontava, in lingua latina, la materia dei rapporti tra potere spirituale e temporale, secondo la dottrina cattolica.

Il libro «Chiesa e Stato» possiede il pregio di essere scritto nella nostra lingua, in maniera molto chiara, semplice e accessibile a tutti, come tutti gli scritti di padre Felice.

Egli, infatti, aveva la capacità di essere chiaro, conciso, profondo e preciso. Leggendo le opere di padre Felice si ha l’impressione - quanto al modo di esporre - di avere a che fare con le famose opere tipo l’Imitazione di Cristo di Tommaso da Kempis, gli Esercizi Spirituali di S. Ignazio da Loyola o le opere di S. Alfonso de Liguori.

martedì 15 aprile 2025

SENTIMENTALISMO SPIRITUALE LA FALSA "SPIRITUALITÀ ORIENTALEGGIANTE" - 15 APPRILE 2025 - ANNO LI



 
ANNO LI - 15 APPRILE 2025


Qual è la differenza tra la spiritualità e la meditazione cattolica e i “metodi” estremo-orientali di “concentrazione”?[1]

La spiritualità cristiana si fonda sulla Fede in un Dio personale e trascendente, Creatore dell’uomo, il quale Lo prega come Padre divino, Lo conosce e Lo ama soprannaturalmente, mediante le Virtù infuse di Fede, Speranza e Carità e - infine - “colloquia” con Lui, nella meditazione o orazione mentale.

Infatti, per la Grazia santificante, Dio abita - realmente e fisicamente - nell’anima del giusto. Onde, la vita spirituale è conoscenza e amore reciproco, altruistico e di convivenza tra Dio e l’uomo, che comporta un vero dialogo tra Dio e l’uomo (simile a quello che avviene tra il pastore e il suo gregge. Il pastore conosce e ama le sue pecorelle e le chiama, una a una, a seguirlo nel pascolo; esse riconoscono la sua voce e lo seguono).

lunedì 31 marzo 2025

CRISTIANISMO ED ESOTERISMO - 31 MARZO 2025 - ANNO LI

 




ANNO LI - 31 MARZO 2025

                          Cristianesimo ed esoterismo

Introduzione

Alcuni occultisti, tra i quali spicca Edouard Schuré, hanno cercato di accreditare la stravagante teoria del “Cristianesimo esoterico”.

Secondo la loro ipotesi anche Gesù sarebbe un “grande iniziato”, un “maestro dell’Occultismo” e uno “gnostico” come ce ne sono stati relativamente pochi nel corso della storia umana.

Costoro, per sostenere la loro tesi, si basano su alcune frasi della Santa Scrittura, estrapolate dal loro contesto e spiegate in maniera difforme dall’interpretazione unanime dei Padri ecclesiastici, dei Dottori scolastici e degli Esegeti neo-scolastici approvati dalla Chiesa.

sabato 15 marzo 2025

IL CANONE DELLA MESSA È DI TRADIZIONE APOSTOLICA - 15 MARZO 2025 - ANNO LI



ANNO LI - 15 MARZO 2025
 

Abbiamo visto che il Canone della Messa Romana - promulgata in maniera definitiva e universale nel 1570 - è di Tradizione Apostolica.

Esso è stato restaurato ed è stato reso obbligatorio da san Pio V

Il Canone Romano, dopo la rivoluzione protestante e rinascimentale, è stato restaurato - già a partire dal Concilio di Trento (1545 - 1563) - ed è stato poi reso obbligatorio nel 1570 da papa san Pio V, nella Chiesa universale, per i sacerdoti di Rito Latino.

venerdì 28 febbraio 2025

L’INCREDULITÀ DEI GIUDEI NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI CAPITOLO XII (42-50) - 28 FEBBRAIO 2025 - ANNO LI



ANNO LI - 28 FEBBRAIO 2025


 L’INCREDULITÀ DEI GIUDEI NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI CAPITOLO XII  (42-50)

Introduzione

San Giovanni scrive al versetto 42: “Nondimeno molti anche dei capi dei Giudei credettero in Lui, ma per paura dei farisei non lo confessavano  pubblicamente per non essere cacciati dalla Sinagoga”.

 

Il Commento di padre Sales

Padre Marco Sales commenta: “Gesù aveva dei discepoli anche tra i capi e i prìncipi del popolo d’Israele, ma erano pieni di timore e non osavano mostrarsi pubblicamente come tali. Così erano per esempio Nicodemo e Giuseppe d’Arimatea” (cit., p. 90, nota n. 42).

L’Evangelista ne dà anche il motivo: “Poiché essi amavano più la gloria degli uomini che la gloria di Dio” (v. 43).

Padre Sales scrive: “Ciò che impediva costoro dal professare pubblicamente la fede era il rispetto umano. Essi amarono più ricevere lode e approvazione dagli uomini che essere lodati e approvati da Dio” (cit., p. 90, nota n. 43).

San Giovanni prosegue: “Ma Gesù alzò la voce e disse: Chi crede in Me, non crede in Me, ma in Colui che mi ha mandato. E chi vede Me, vede Colui che mi ha mandato” (vv. 44-45), vale a dire che chi crede - infatti “vedere” non va inteso come percezione degli occhi, ma come conoscenza della verità che avviene mediante l’intelletto - in Gesù non crede in Lui come puro uomo. Ora Gesù è vero Dio e vero uomo, una Persona divina in cui sussistono due nature, una divina da tutta l’eternità e una umana dall’ Incarnazione del Verbo. Inoltre il Verbo si è Incarnato nel seno della Vergine Maria per opera dello Spirito Santo e l’Incarnazione è stata decretata dalla SS. Trinità per la salvezza degli uomini. Quindi chi crede in Cristo Gli crede anche in quanto inviato dal Padre su questa terra per la Redenzione del genere umano.


Post più popolari