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sabato 28 febbraio 2026

IL VERO VOLTO DEL CARDINALE BEA - 28 FEBBRAIO 2026




IL VERO VOLTO DEL CARDINALE BEA
"ECUMENISTA” ANCHE PRIMA DEL CONCILIO VATICANO II 
LA “DIVINO AFFLANTE SPIRITU” E LA “NUOVA ESEGESI”


Introduzione

La scorsa puntata abbiamo visto, seguendo le tracce forniteci dal libro molto ben documentato di Saretta Marotta (Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019) come il cardinale Agostino Bea avesse agito, con molta prudenza e circospezione, già a partire dagli anni Quaranta sino all’Anno Santo del 1950 e soprattutto:

riguardo al caso Teilhard de Chardin; al Monitum del Sant’Uffizio Cum compertum del 1948; alla sua relativa “edulcorazione” nel 1949 (Instructio de Ecclesia catholica); alla stesura del Dogma dell’Assunta (durata circa dieci anni, dal 1939 al 1949); alla stesura dell’Enciclica Humani generis (12 agosto 1950) sugli errori della “Nouvelle Théologie” francese, cercando sempre di addolcire le condanne e di far passare una qualche piccola novità, anche se presentata in maniera del tutto incolore e inodore di modo che non fosse avvertita come tale.

Abbiamo già visto, nelle puntate precedenti, come il PIB (nel 1960) avesse cercato di presentare l’Enciclica Divino Afflante Spiritu del 1943 (con circa venti anni di ritardo) come un’assoluta novità in campo biblico e una rottura radicale con il Magistero precedente sull’esegesi (specialmente con Leone XIII, Enciclica Providentissimus del 1893 e con Benedetto XV, Enciclica Spiritus Paraclitus del 1920).

In quest’articolo mi sembra doveroso trattare bene la questione dell’Enciclica “incriminata” di Pio XII e metter in chiaro cosa essa abbia realmente insegnato.

domenica 15 febbraio 2026

IL VERO VOLTO DEL CARDINALE BEA "ECUMENISTA" ANCHE PRIMA DEL CONCILIO VATICANO II - 15 FEBBRAIO 2026

 




Il Vero volto del cardinale Bea 
“ecumenista” anche prima del Concilio vaticano II

Bea e l’Assunzione

Il 1° novembre 1950, Pio XII promulgò il Dogma dell’Assunzione di Maria Santissima in anima e corpo in Paradiso.

Nel 1939, appena asceso al Pontificato, papa Pacelli aveva affidato la preparazione della definizione del Dogma dell’Assunzione al Sant’Uffizio.

Tra i numerosi esperti che presero parte ai lavori di preparazione della definizione dogmatica, la Suprema Congregazione aveva chiamato (in qualità d’esegeta) anche il Rettore del Biblico, padre Agostino Bea (Cfr. S. Marotta, Gli anni della pazienza. Bea, l’ecumenismo e il Sant’Uffizio di Pio XII, Bologna, il Mulino, 2019, p. 74).

È interessante leggere quanto dichiarato, non senza una punta d’ironia, dal cardinale Alfredo Ottaviani in un’intervista (ADPJ, Bea, T 2/66) rilasciata al segretario personale di Bea Stjepan Schmidt[1] nel maggio 1976: «Ero Presidente della Commissione [che dirigeva i lavori per la promulgazione del Dogma, ndr]. Ora, al termine dei lavori il Santo Padre Pio XII fu così contento dei lavori che la Commissione aveva svolto durante quei dieci anni, anche con opposizioni interne. Io ricordo benissimo le difficoltà che faceva uno dei membri contro la proclamabilità del Dogma. Siccome c’era la massima libertà, ci furono anche degli oppositori. Quindi, la decisione che è venuta dal Sant’Uffizio, suggerita al Santo Padre, non come cosa definitiva, ma come parere della Commissione del Sant’Uffizio, aveva supposto una discussione libera e piena anche di difficoltà che si dovettero superare. Pio XII si rese conto di queste difficoltà avute nel lavoro di dieci anni. […]. Pio XII fu tanto soddisfatto del lavoro intenso fatto per dieci anni sulla proclamabilità del Dogma dell’Assunzione della Vergine Santissima che diede a tutti i membri della Commissione, una medaglia d’oro».

Chi era il misterioso personaggio (non del tutto isolato… infatti, ve ne erano altri ancora, come ricorda Ottaviani), il quale fece opposizione alla “proclamabilità” del Dogma, che il cardinale Ottaviani non nomina, rispondendo all’ex segretario personale di Bea?

Molto probabilmente, Bea medesimo; infatti, l’intervista concessa dal cardinale Ottaviani riguardava le ricerche che lo Schmidt stava allora facendo sulla figura storica di Bea.


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