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martedì 31 marzo 2026

NÉ SCISMATICI NÉ SCOMUNICATI - 31 MARZO 2026






Né scismatici né scomunicati 


 Cattolici al bivio

Sembra, a partire dal Vaticano II, che il cattolico debba sentirsi continuamente messo nella necessità di scegliere tra verità ed «ubbidienza», che è quanto dire tra l'essere eretico e l’essere scismatico. Così, per limitarci negli esempi, il cattolico ha dovuto scegliere tra la Pascendi di san Pio X, che condanna il modernismo come «sintesi di tutte le eresie» e l’attuale orientamento ecclesiale scopertamente modernista,

che, dall'organo della Santa Sede, non cessa di elogiare modernismo e modernisti (vedi ad esempio, il ripetuto elogio del Gallarati Scotti, amico del giovane Montini, su L'Osservatore Romano luglio 1976, 14 gennaio 1979, 5 giugno 1981 ecc.) e di denigrare san Pio X, la cui Enciclica sul modernismo fu definita nel suo 70° anniversario «uno svelamento... storicamente non rispettoso» (L'Osservatore Romano, 8 settembre 1977). Ha dovuto scegliere tra il Monitum del Sant’Uffizio (1962), che condanna le opere del gesuita Teilhard de Chardin, in quanto «rigurgitano di tali ambiguità, anzi di così gravi errori, da offendere la dottrina cattolica» e l’attuale orientamento ecclesiale, che dette opere non esita a citare persino nei discorsi pontifici e che, nel centenario della nascita del gesuita «apostata» (R. Valnève), ne ha esaltato con Lettera del Segretario di Stato di Sua Santità, card. Casaroli, la «ricchezza del pensiero» e l’«innegabile fervore religioso» (L'Osservatore Romano 10 giugno 1981), provocando la reazione di un gruppo di cardinali (v. sì sì no no, a. VII, n. 15, p. 15).

Ha dovuto scegliere tra la già definita invalidità delle ordinazioni anglicane (Leone XIII Apostolicae Curae Dz. 1963-66) e l’attuale orientamento ecclesiale, in forza del quale nel 1982 un Romano Pontefice nella cattedrale di Canterbury partecipò per la prima volta ad un rito anglicano, benedicendo la folla col Primate laico di quella setta eretica e scismatica, il quale, nell’indirizzo di benvenuto aveva rivendicato a sé, incontrastato, il titolo di successore di Sant'Agostino, il cattolico evangelizzatore dell'Inghilterra cattolica (v. sì sì no no, a. VIII, n. 20).

Ha dovuto scegliere tra la condanna ex-cathedra di Martin Lutero (Exurge Domine Dz 741 ss.) e l’attuale orientamento ecclesiale che, «celebrando» il V anniversario della nascita dell’eresiarca tedesco, ha dichiarato con Lettera firmata da S. S. Giovanni Paolo II che oggi, grazie a «ricerche comuni di studiosi cattolici e protestanti... sì è delineata la profonda religiosità di Lutero» (L'Osservatore Romano, 6 novembre 1983).

Ha dovuto scegliere tra la storicità degli Evangeli che «Sancta Mater Ecclesia firmiter et costantissime tenuit ac tenet» ed «incunctanter affirmat», come sì legge anche nella Dei Verbum, e l’attuale orientamento ecclesiale, che detta storicità clamorosamente nega nel documento del 24 giugno 1985 redatto dalla Pontificia Commissione per i rapporti religiosi con l’Ebraismo (L'Osservatore Romano 24/25 giugno 1985).

Ha dovuto scegliere tra la Sacra Scrittura che dichiara gli Ebrei increduli «in odio a Dio» a motivo dell’Evangelo (Rm.11,28) e l'attuale orientamento ecclesiale, che, nel discorso di un Papa per la prima volta in visita nella Sinagoga romana, ha scoperto negli Ebrei, ancora increduli, i «fratelli maggiori» degli ignari cattolici (L'Osservatore Romano 14/15 aprile 1986).

Ha dovuto scegliere tra il 1° comandamento: «Non avrai altro Dio fuori di Me», e il dovere, che con la Redenzione incombe su tutti gli uomini, di rendere a Dio il culto dovuto «In spirito e verità» (Gv. 4, 23) e l’attuale orientamento ecclesiale, in forza del quale, su invito di un Romano Pontefice, è stata praticata nelle chiese cattoliche di Assisi la superstizione in tutte le sue specie più gravi: dal culto falso degli Ebrei, che nell’èra della grazia pretendono di onorare Dio negando il suo Cristo, all’idolatria dei buddisti, i quali hanno adorato il loro idolo vivente assiso con le spalle al Tabernacolo, dove la lampada accesa attestava la Presenza Reale di Nostro Signore Gesù Cristo (Avvenire, 20 ottobre 1986).

Ha dovuto scegliere tra il dogma cattolico che «fuori della Chiesa non c'è salvezza» e l’attuale orientamento ecclesiale, che dichiara «strada di accesso a Dio» le religioni non cristiane, e «venerabili anch' esse» financo le religioni... politeiste! (L’Osservatore Romano 17 settembre 1986: «Elementi per una fondazione teologica della Giornata Mondiale di Preghiera per la Pace». V. anche La Civiltà Cattolica 20 aprile 1985: «Il Cristianesimo e le religioni non cristiane»).

Ha dovuto scegliere tra il costante insegnamento della Chiesa, secondo il quale eretici e/o scismatici sono «fuori della Chiesa cattolica» (Catechismo di San Pio X, n. 124) e l’attuale orientamento ecclesiale, secondo il quale tra le «diverse confessioni cristiane» c'è solo una diversa... «profondità» e «pienezza di comunione» (L'Osservatore Romano 17 settembre 1986) e che pertanto le varie sette eretiche e/o scismatiche vanno «rispettate» «come Chiese e comunità Ecclesiali»: saluto del Papa ai «cristiani» nella cattedrale di S. Rufino in Assisì (L'Osservatore Romano 27/28 ottobre 1986).

Ci fermiamo qui: sarebbe materialmente impossibile elencare tutte le scelte che al cattolico si sono imposte e s’impongono ad ogni passo. Il nostro periodico le va documentando da 14 anni e Romano Amerio ne ha offerto una summa, peraltro non esaustiva, nelle 636 pagine del suo Jota Unum/ Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX (ed. Ricciardi Milano-Napoli).

La scelta del «sensus fidei»

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LA STRUTTURA DELL'ENCICLICA HUMANI GENERIS, P. GARRIGOU LAGRANGE, O.P.

  LA STRUTTURA DELL'ENCICLICA HUMANI GENERIS   Padre Reginald Garrigou-Lagrange, O.P.   II principio generatore degli errori indicato da...