Un antico testo ebraico (Aboth, 5, 21, spiega quali erano gli obblighi di un bravo ragazzo ebreo: “A 5 anni si comincia a studiare la Bibbia; a 10 anni la Misnah (la legge orale); a 15 anni si incomincia a studiare il Talmud (letteratura rabbinica); a 18 a celebrare il matrimonio; a 20 a trovare lavoro”.
Ma Gesù non seguì studi specialistici e neppure si sposò, ma rimase celibe, perché era l’ Uomo-Dio e per dedicarsi tutto alla volontà del Padre. A Nazareth seguì il padre putativo nel mestiere di carpentiere, dedicandosi a lavori in legno, .pietra e stallo. San Giustino, vissuto tra il primo e il secondo secolo, nato a Nablus in Samaria, il primo pensatore cristiano, nella sua opera Dialogo con Trifone (88, 8; PG 6, 686) scrive che “Gesù fabbricava opere di carpenterie, aratri e giochi” (citato da Nicola Bux, Gesù il Salvatore, Cantagalli, Siena, 2009). Mi pare di aver letto che uno dei primi scrittori cristiani (ma non so dare la citazione esatta) racconta di aver visto un aratro fatto da Gesù stesso.
Un aratro, degli aratri, degli strumenti di lavoro fatti molto bene: pensa quanti campi di Galilea, e forse più lontano ancora, sono stati dissodati, arati, tracciati di solchi per la semina dagli aratri di Gesù. Anche mio padre, negli anni ’50 del secolo scorso, aveva un aratro di legno che doveva essere simile a quelli di Gesù.
È dunque Gesù che darà la sua legge di pace ai popoli. È Gesù che trasformerà le spade in aratri per dissodare la terra e preparare un’abbondante semina. È Gesù che cambierà le lance in falci per la mietitura di campi fecondi di messi. E con Gesù non si imparerà l’arte della guerra con il servizio militare. Il bello è che con Gesù, se lo accogliamo davvero, tutto questo si realizza davvero. Con Gesù l’utopia (ciò che non c’è in nessun luogo) diventa “topia” (ciò che avviene in un luogo). Con Gesù la profezia di Isaia si compie e diventa concreta e visibile.
Ecco, “Gesù trasforma la spada in aratri”. È il vero “mondo nuovo”, il principio di un’epoca nuova che sarà piena in Paradiso. Pertanto gli aratri che Gesù fabbricava a Nazareth sono anche il segno di questo tempo nuovo, il tempo messianico che Gesù ha portato. Da duemila anni Egli ara questo nostro mondo con la sua azione salvifica. “Chi ha messo mano all’aratro e poi si volta indietro, non è adatto al regno di Dio” (Lc 9, 62). Gesù non si è mai voltato indietro. Gesù va avanti. Noi ci mettiamo alla sua sequela ad arare la storia fino all’eternità. Coraggio con il suo aratro… e avanti con una grande semina.
Candidus