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martedì 19 maggio 2026

LUCE DELL'APOCALISSE, LA PIENEZZA DEI TEMPI, P. ROGER TH. CALMEL, O.P. - PARTE IV


P. Roger Thomas Calmel O.P.
Estratto dal libro teologia della storia

La sovranità di Cristo nella storia

Quando san Giovanni annotava la visione del Drago e della Donna, l'ora della vittoria, invocata per millenni da innumerevoli supplici, era giunta. Il tempo annunciato per secoli, nell'oscurità della legge di natura, prefigurato per duemila anni nella penombra della legge scritta con Adamo, Mosè e i Profeti, quel tempo della pienezza dei tempi si levava finalmente sugli uomini; era portato dall'immacolata concezione della Vergine, e soprattutto dall'incarnazione del Verbo che l'immacolata concezione preparava.

Diciamo pienezza dei tempi per due ragioni: in primo luogo perché da quando il Figlio di Dio si è fatto uomo, abbiamo per sempre, in lui, la pienezza della grazia e della verità; poi, perché il suo potere plenario non cessa di manifestarsi nel guidare i fedeli, nonostante le peggiori insidie, alla pienezza della vita divina, fino al giorno in cui il demonio sarà definitivamente respinto "nello stagno di fuoco e di zolfo" e reso incapace di qualsiasi azione al di fuori. Intendiamo per pienezza dei tempi il tempo benedetto in cui Dio ci accorda in Gesù Cristo i suoi doni e la sua pienezza, mentre ha conferito a Gesù Cristo la potenza plenaria per farci partecipare ai suoi doni, liberarci dal peccato, introdurci in cielo.

Il gran giorno non deve essere più atteso; con la nascita, la morte, la glorificazione di Gesù Cristo, la data suprema è già giunta; di quest'ordine non ve ne saranno altre. Ci sarà, c'è, uno sviluppo di ciò che fu compiuto in quelle ineffabili ore del tempo umano, ma non ci sarà mai più l'inizio di un'altra era, un'era che potrebbe portare qualcosa di radicalmente nuovo in rapporto all'incarnazione redentrice. Péguy lo ha cantato nella sua meditazione di fronte al presepio:

La solenne disputa del giorno e della notte segnava in quel silenzio un'invisibile tregua

E IL TEMPO SOSPESO IN QUELL'UMILE CAPANNA

frastagliava i contorni di un'ora unica e breve.

Il tempo era realmente sospeso, nel senso che il suo antico corso si era fermato a quel punto. Era lì che finiva.

E le strade di ieri e quelle di oggi

confluivano unite A QUELLA POVERA CULLA.

È anche di lì che iniziava un tempo che possiamo definire immutabilmente nuovo, nel senso che la novità dell'incarnazione redentrice, la nuova "economia" sarebbe stata permanente e definitiva, mai sostituita da un'altra più stupenda, più traboccante di generosità, come era stata sostituita l'economia della vecchia legge. E il sangue che doveva essere versato sulla croce, è " il sangue del testamento nuovo ed eterno", come dicono ogni giorno i sacerdoti sul calice del vino; e lo ripeteranno fino all'ultimo giorno, fino alla Parusia: "donec veniat".

Così la pienezza dei tempi[1] è giunta con la nascita, la morte e la risurrezione del Signore. Perciò san Paolo scriveva ai Galati (4,4): "Quando venne la pienezza dei tempi, Dio mandò suo Figlio, fatto da una donna e nato sotto la legge, affinché riscattasse quelli che erano soggetti alla legge, e noi ricevessimo l'adozione di figli. E la prova che voi siete figli sta nel fatto che Dio mandò lo spirito del Figlio suo nei vostri cuori, il quale grida: Abba! Che significa Padre". E anche agli Efesini (1,10): Dio ha voluto "nella pienezza dei tempi... instaurare tutte le cose in Cristo". E ancora ai cristiani di Corinto (1 Cor. 10,11): "Noi, che siamo giunti nella pienezza dei tempi". E Gesù dichiarava ai suoi discepoli (Lc. 10,24): "Molti profeti e molti re hanno desiderato vedere quello che voi vedete e non l'hanno veduto, udire quello che voi udite e non l'hanno udito ". Infatti " da Mosè fu data la legge; da Gesù Cristo è stata fatta la grazia e la verità" (Gv. 1,17).

Siamo entrati negli ultimi tempi, i tempi del Verbo di Dio incarnato, dello Spirito Santo inviato, della Chiesa fondata. Senza dubbio c'è un inizio a questi ultimi tempi, quando Elisabetta giunse al sesto mese e l'angelo Gabriele venne inviato da parte di Dio alla Vergine Maria. Gli ultimi tempi vengono aperti dal fiat della Madonna. Conosceranno un'ultima fioritura "quando comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'Uomo... e vedranno il Figlio dell'Uomo venire sulle nubi del cielo con gran potenza e gloria" per risuscitarci, per giudicarci tutti, instaurare i nuovi cieli e la nuova terra, ridurre i demoni e gli uomini dannati all'impotenza totale e "gettarli nello stagno della seconda morte" (Mt. 24; 1 Cor. 15; Ap. 20). Qualunque sia il numero dei secoli che si susseguono all'interno degli ultimi tempi, fra il loro inizio e la conclusione, questi tempi restano gli ultimi: non saranno sostituiti da tempi nuovi. Noi ci troviamo per sempre nel tempo messianico, quello dell'incarnazione redentrice e di Maria madre di Dio e degli uomini.

 


Nota:

[1] Vedere I-II, 106,4, sulla nuova legge che deve durare fino alla fine del mondo. " Articolo... che stronca dalle radici tutti i tentativi, che si rinnovano incessantemente, di orientare la storia verso un'era di messianismo dello Spirito, dove la rivelazione del nuovo Testamento e la concezione della Chiesa come corpo passibile di Cristo, sarebbero superate " (JOURNET, Introduction à la Théologie, Desclée de Brouwer, Parigi, pp. 185-186).

 



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