Estratto dal libro teologia della storia
La sovranità di Cristo nella storia
La solenne disputa del giorno e della notte segnava in quel silenzio un'invisibile tregua
E IL TEMPO SOSPESO IN QUELL'UMILE CAPANNA
frastagliava i contorni di un'ora unica e breve.
Il tempo era realmente sospeso, nel senso che il suo antico corso si era fermato a quel punto. Era lì che finiva.
E le strade di ieri e quelle di oggi
confluivano unite A QUELLA POVERA CULLA.
È anche di lì che iniziava un tempo che possiamo definire immutabilmente nuovo, nel senso che la novità dell'incarnazione redentrice, la nuova "economia" sarebbe stata permanente e definitiva, mai sostituita da un'altra più stupenda, più traboccante di generosità, come era stata sostituita l'economia della vecchia legge. E il sangue che doveva essere versato sulla croce, è " il sangue del testamento nuovo ed eterno", come dicono ogni giorno i sacerdoti sul calice del vino; e lo ripeteranno fino all'ultimo giorno, fino alla Parusia: "donec veniat".
Così la pienezza dei tempi[1] è giunta con la nascita, la morte e la risurrezione del Signore. Perciò san Paolo scriveva ai Galati (4,4): "Quando venne la pienezza dei tempi, Dio mandò suo Figlio, fatto da una donna e nato sotto la legge, affinché riscattasse quelli che erano soggetti alla legge, e noi ricevessimo l'adozione di figli. E la prova che voi siete figli sta nel fatto che Dio mandò lo spirito del Figlio suo nei vostri cuori, il quale grida: Abba! Che significa Padre". E anche agli Efesini (1,10): Dio ha voluto "nella pienezza dei tempi... instaurare tutte le cose in Cristo". E ancora ai cristiani di Corinto (1 Cor. 10,11): "Noi, che siamo giunti nella pienezza dei tempi". E Gesù dichiarava ai suoi discepoli (Lc. 10,24): "Molti profeti e molti re hanno desiderato vedere quello che voi vedete e non l'hanno veduto, udire quello che voi udite e non l'hanno udito ". Infatti " da Mosè fu data la legge; da Gesù Cristo è stata fatta la grazia e la verità" (Gv. 1,17).
Siamo entrati negli ultimi tempi, i tempi del Verbo di Dio incarnato, dello Spirito Santo inviato, della Chiesa fondata. Senza dubbio c'è un inizio a questi ultimi tempi, quando Elisabetta giunse al sesto mese e l'angelo Gabriele venne inviato da parte di Dio alla Vergine Maria. Gli ultimi tempi vengono aperti dal fiat della Madonna. Conosceranno un'ultima fioritura "quando comparirà nel cielo il segno del Figlio dell'Uomo... e vedranno il Figlio dell'Uomo venire sulle nubi del cielo con gran potenza e gloria" per risuscitarci, per giudicarci tutti, instaurare i nuovi cieli e la nuova terra, ridurre i demoni e gli uomini dannati all'impotenza totale e "gettarli nello stagno della seconda morte" (Mt. 24; 1 Cor. 15; Ap. 20). Qualunque sia il numero dei secoli che si susseguono all'interno degli ultimi tempi, fra il loro inizio e la conclusione, questi tempi restano gli ultimi: non saranno sostituiti da tempi nuovi. Noi ci troviamo per sempre nel tempo messianico, quello dell'incarnazione redentrice e di Maria madre di Dio e degli uomini.
Nota:
[1] Vedere I-II, 106,4, sulla nuova legge che deve durare fino alla fine del mondo. " Articolo... che stronca dalle radici tutti i tentativi, che si rinnovano incessantemente, di orientare la storia verso un'era di messianismo dello Spirito, dove la rivelazione del nuovo Testamento e la concezione della Chiesa come corpo passibile di Cristo, sarebbero superate " (JOURNET, Introduction à la Théologie, Desclée de Brouwer, Parigi, pp. 185-186).