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giovedì 14 maggio 2026

LUCE DELL'APOCALISSE, LA VITTORIA DELL"AGNELO E DEI SANTI, P. ROGER TH. CALMEL, O.P. - PARTE II

 


P. Roger Thomas Calmel O.P.
Estratto dal libro teologia della storia

La vittoria dell’Agnello e dei santi

Sovranità di Cristo, vittoria di Cristo prolungata nei suoi eletti per mezzo della croce; su questi due maggiori insegnamenti riporto qualcuno dei versetti più significativi.

In primo luogo sul pieno potere di Cristo: " E quando l'ebbi veduto (il Figlio dell'Uomo), io caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli pose sopra di me la sua destra e mi disse: non temere; io sono il Primo e l'Ultimo, il Vivente. Ho subito la morte, ma ecco, ora son vivo nei secoli dei secoli e tengo le chiavi della morte e dell'inferno " (1,17-18). Davanti all'Agnello immolato, " i quattro Viventi e i ventiquattro vegliardi... cantavano un cantico nuovo dicendo: Tu sei degno di prendere il libro [il libro di tutte le cose che dovranno avvenire] e di aprirne i sigilli, perché sei stato sgozzato e hai riacquistato a Dio, col tuo sangue, uomini da ogni tribù, e lingua e popolo e nazione... " (5,9). " E vidi subito apparire un cavallo bianco, e colui che vi stava sopra aveva un arco, e gli fu donata una corona; e partì vincitore per riportare nuove vittorie " (6,2). I dieci re " non hanno che un medesimo pensiero e la loro potestà e la loro forza la mettono a disposizione della Bestia. Essi faranno guerra all'Agnello, ma l'Agnello li vincerà, perché egli è il Signore dei signori e il re dei re, e con lui vinceranno i suoi, i chiamati, gli eletti, i fedeli " (17,13-14),

Ecco ora qualche passaggio sul trionfo di questi eletti e di questi fedeli, che verrà riportato attraverso la croce e che rappresenta il compimento della vittoria di Cristo. " Poi uno dei vegliardi prese la parola, dicendomi: Questi che sono avvolti in vesti bianche, chi sono e da dove sono venuti? Ed io gli risposi: Signore mio, tu lo sai. Ed egli mi disse: Questi sono coloro che vengono dalla gran tribolazione, e hanno lavato le loro vesti e l'hanno fatte bianche nel sangue dell'Agnello. Per questo stanno dinanzi al trono di Dio, e giorno e notte gli rendono il loro culto nel suo tempio... L'Agnello che sta in mezzo al trono sarà loro pastore, e li guiderà alle fonti delle acque della vita, e Iddio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi" (7,13-17). "...L'accusatore dei nostri fratelli [Satana], colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio, è precipitato. Ora, essi l'hanno vinto in virtù del sangue dell'Agnello e con la parola della loro testimonianza, ed hanno disprezzato la loro vita fino al punto di accettare la morte " (12,10-11). " E vidi come un mare di cristallo misto di fuoco, e coloro che avevano vinto la Bestia, la sua statua e il numero del suo nome, stavano in piedi sul mare di cristallo con le arpe di Dio. E cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio, e il cantico dell'Agnello, dicendo: Grandi e meravigliose sono le opere tue, o Signore, Dio onnipotente! Giuste e vere sono le tue vie, o Re delle genti. Chi non ti temerà, o Signore, e non glorificherà il tuo nome? Sì, tu solo sei Santo e tutti i popoli verranno e si prostreranno dinanzi a te, perché i tuoi giudizi sono divenuti manifesti! " (15,2-4). " ...E vidi pure le anime di coloro che furono martirizzati a cagione della testimonianza resa a Gesù e per il Vangelo di Dio, e tutti quelli che non avevano adorato la Bestia né la sua statua, né avevano ricevuto la sua impronta sulla loro fronte e sulle mani; questi vissero e regnarono con Cristo per mille anni... Questa è la prima risurrezione " (20,4-,5).[1]

Questi versetti ci illuminano e ci riconfortano. Non dimentichiamo però che sono tratti da grandi visioni allegoriche. È qui, in queste visioni colme di dottrina e di insegnamento sotto forma di allegoria, è qui che l'Apocalisse lascia ancor meglio intravedere la propria portata; ed è attraverso la dottrina che si sprigiona dalle visioni, che essa esercita ancor più la sua mirabile virtù consolatrice e pacificatrice.



[1] La risurrezione prima dei santi e dei martiri indica la rigenerazione spirituale che si compie già da ora, diversamente dalla risurrezione gloriosa, dopo la Parusia; la durata di mille anni che misura la prima risurrezione indica il corso della storia presente in tutto il suo insieme (essendo mille anni una cifra perfetta) in contrapposizione all'eternità che misurerà la risurrezione gloriosa. Nessun senso millenarista.


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