Giudaismo Rabbinico
E
Cristianesimo
Giudaismo dell’Antico Testamento e Giudaismo talmudico
Eugenio Zolli (l’ex-rabbino capo di Roma convertitosi al cattolicesimo nel 1944/45) scrive: “Il popolo ebraico, che era stato veicolo della Rivelazione, quando questa si presentò nella sua pienezza con Cristo e gli Apostoli, la rigettò, almeno nel maggior numero dei suoi componenti, e si pose fuori della Chiesa […]. L’orientamento generale [del Giudaismo, ndr], è divenuto anacronistico. Perché, mentre la Chiesa è tutta rivolta a Colui, che è già venuto a redimere e a salvare [Gesù Cristo, ndr]; l’Ebraismo è proteso in un’attesa che non può essere che vana. L’Ebraismo post-biblico […] si considera [ancora, ndr] popolo eletto e in rapporto di Alleanza con Dio”[1].
Monsignor Francesco Spadafora spiega nel modo seguente le cause del rigetto di Cristo e della Sua Chiesa: dopo l’eroica insurrezione guidata dai Maccabei contro Antioco Epifane (165 – 135 a. C.), cominciarono le vicende abituali di una dinastia, quella degli Asmonei (135 – 37 a. C.), le cui beghe “portarono […] all’intervento di Roma (63 a. C.) e all’avvento sul trono di Giuda di un feroce idumeo, Erode, sotto la tutela di Cesare. In questi due secoli (dal 165 a. C. alla venuta di Gesù) si formarono i raggruppamenti e le istituzioni, che troviamo al tempo di N. Signore: Farisei, Sadducei, Esseni, Sinedrio, sinagoghe ecc. e principalmente la concezione ristretta di un Messianismo nazionalistico, con l’esclusione dei Gentili dalla salvezza […]. Il puritanesimo dei Farisei, l’altèra e scettica intransigenza del Sinedrio, si ergeranno contro il divino Salvatore, gli Apostoli e la Chiesa nascente. La tragica deviazione del Giudaismo avrà la sua fine e il suo castigo nella distruzione di Gerusalemme (70 d. C.)”[2].
Un’eminente studiosa di giudaismo, ex-ebrea convertita al cattolicesimo, Denise Judant precisa: “Occorre distinguere il giudaismo dell’Antico Testamento dal Giudaismo post-cristiano. Il primo è una preparazione del Cristianesimo […], il secondo, invece, dopo aver rinnegato la messianicità e divinità di Gesù Cristo lo continua a rifiutare ancor oggi. In questo senso vi è un’opposizione radicale tra Giudaismo odierno e Cristianesimo […]. Grazie a Gesù, Maria, gli Apostoli e i Discepoli, un “piccolo resto” o “reliquia” d’Israele ha corrisposto al disegno di Dio, aderendo al Vangelo del Cristianesimo, mentre la grande maggioranza d’Israele, ha apostatato da Dio, rifiutandone il Verbo. […]. La rottura non esiste tra l’Antico Testamento e il Cristianesimo, ma tra le due parti del popolo ebraico: coloro, che hanno rifiutato il Vangelo e coloro che l’hanno accolto. […]. Usciti dall’Alleanza con Dio, i Giudei sono sempre chiamati a rientrarvi”[3].