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giovedì 13 agosto 2026

LA SANTA VERGINE DEI TEMPI DELL'ANTICRISTO - P. ROGER CALMEL, O.P. - ANNO XVI - 30 SETTEMBRE 1990

 




LA SANTA VERGINE DEI TEMPI DELL'ANTICRISTO
Anno XVI - 30 Settembre 1990 P. Roger-Thomas Calmel, O.P.

Se "Gesù Cristo non è facoltativo" (card. Pie) anche la Vergine Sua Madre non è facoltativa. Gesù Cristo non è soltanto il Verbo Incarnato, è il Verbo incarnato in Maria: "et incarnatus est... ex Maria Virgine". Nel piano divino, Maria è così intimamente associata all'opera della redenzione e santificazione del genere umano che senza di lei ci è impossibile salvarci (cfr. Pio IX Ineffabilis Deus). Nella vita cristiana, quindi, la devozione a Maria non è una devozione accessoria; è una devozione essenziale, indispensabile; devozione subordinata, ma inseparabile dalla devozione a Nostro Signore Gesù Cristo. Non si attinge alla Sorgente se non per mezzo dell'Acquedotto, come San Bernardo chiama significativamente la Madonna.
Si può, dunque, ben capire quanto abbia di diabolico la "nouvelle vague" che, in nome del Concilio, mira a "ridimensionare" nel cuore dei cattolici la devozione a Maria Santissima, ecumenicamente troppo scomoda.
I privilegi, che conferiscono alla Vergine Santissima una dignità che San Tommaso definisce "in un certo modo infinita" ("quandam dignitatem infinitam" S. Th. I q. 25 a. 6 ad 4), sono sottoposti sistematicamente ad una critica corrosiva: anche il più modesto bollettino diocesano non manca di gettare il dubbio (quando non è negazione) sulla maternità divina, sulla verginità, sull'immacolata concezione, sulla fede e le virtù sublimi della Santissima Vergine Madre di Dio.
La devozione a Maria, minata nelle fondamenta, minaccia di morire nel cuore dei cattolici e già le più comuni pratiche di pietà mariana (Santo Rosario, mese di maggio, Angelus ecc.) sono relegate nell'oblio. Nel cuore dei figli è stato seminato il dubbio e la diffidenza ("si disonorerebbe il Figlio onorandone la Madre!") verso la loro Madre del Cielo, e questo dubbio e questa diffidenza allontanano sempre più le anime da Colei che Dio ha stabilito "Mater Misericordiae", "vita, dulcedo et spes nostra" in questa valle di lacrime.
Ben potrebbe esultare Lutero, se gli fosse possibile: il falso "aggiornamento" conciliare si palesa sempre più un reale allineamento luterano.
Eppure è oggi più che mai che il mondo cattolico, sull'orlo dell'apostasia, ha bisogno di levare gli occhi a Maria, che, avendo trovato grazia presso Dio anche per noi, è la nostra ultima risorsa negli estremi pericoli della vita soprannaturale: "Beata quae credidisti"!
Lei stessa a Fatima, prevenendo questi tempi apocalittici per la Fede, ci ha offerto quale mezzo di salvezza la devozione al Suo Cuore Immacolato. La necessità di ricorrere oggi a Maria, che sola "farà abbreviare da Cristo Suo Figlio gli anni sinistri dell'anticristo", è l'oggetto della meditazione svolta dal padre Calmel O.P. nel seguente articolo che offriamo ai lettori in una nostra traduzione.
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Signora della storia

"Vorrei vivere ai tempi dell'anticristo" scriveva la piccola Teresa nel suo letto d'agonia. Non vi è dubbio che, vittima d'olocausto all'amore misericordioso, intercederà per noi in modo particolare quando si ergerà l'anticristo; non vi è dubbio che interceda già in modo speciale in questa nostra epoca nella quale i precursori dell'anticristo sono già penetrati in seno alla Chiesa; non vi è dubbio che la sua preghiera si perde in una supplica che è, per così dire, infinitamente più potente e più pura di quella della Vergine Madre onnipotente per mezzo della sua immacolata concezione e della sua maternità verginale, Lei, che vien glorificata fin nel suo corpo e regna nel cielo accanto al Figlio suo, Lei che domina qual sovrana tutti i tempi della nostra storia e particolarmente i tempi più pericolosi per le anime: i tempi della venuta dell'anticristo o quelli della sua preparazione tramite i suoi diabolici precursori.

Tempi difficili e tempi di apocalisse

Maria non si manifesta solamente come Vergine potente e consolatrice nelle ore di pericolo per la città terrestre e la vita corporale, si manifesta principalmente come la Vergine soccorritrice "forte come un'armata schierata in battaglia" nei periodi di devastazione della Santa Chiesa e d'agonia spirituale dei suoi figli. Lei è la regina per tutta la storia del genere umano, non solo per i tempi difficili, ma per i tempi dell'Apocalisse.
Un tempo difficile fu quello della grande guerra: un'ecatombe di offensive mal preparate, una distruzione implacabile sotto un uragano di ferro e di fuoco... Quanti uomini, che, avendo allacciato il loro cinturone, partivano con la terribile certezza di perire in questa impresa allucinante, senza mai veder apparire la vittoria! Talvolta anche, ed era la cosa più atroce, un dubbio sul valore dei loro capi e sulla validità del comando sfiorava i loro animi. Ma su un punto non avevano alcun dubbio, su una questione superiore ad ogni altra: quella dell'autorità spirituale. Il cappellano, che assisteva questi uomini votati a servire la patria fino alla morte, era di assoluta fermezza su tutti gli articoli di fede e non gli sarebbe mai venuto in mente di inventare una qualsiasi trasformazione "pastorale" della Santa Messa; celebrava il Santo Sacrificio secondo il rito e le parole antiche; lo celebrava con una pietà tanto più profonda, con una supplica tanto più ardente perché potevano essere chiamati da un momento all'altro, lui sacerdote disarmato e i suoi parrocchiani in armi, ad unire il loro sacrificio di poveri peccatori riscattati all'unico sacrificio del Figlio di Dio che toglie i peccati del mondo. Anche la fedeltà stessa del cappellano si basava tranquillamente sulla fedeltà dell'autorità gerarchica, che custodiva e difendeva la dottrina cristiana e il culto tradizionale; che non esitava ad escludere dalla comunione cattolica gli eretici e i traditori. Sul fronte di battaglia, ben presto, forse qualche istante dopo, i corpi potevano essere straziati, lacerati, in un orrore senza nome; poteva essere l'inesorabile soffocamento, la lenta asfissia sotto una coltre di gas, ma, malgrado il supplizio del corpo, l'anima rimaneva intatta, la sua serenità restava inalterata, il suo intimo recesso non era minacciato; il più nero dei demoni, quello delle supreme menzogne, non faceva udire il suo ghigno; l'anima non era abbandonata al perfido attacco, vigliaccamento tollerato, degli pseudo-profeti della pseudo-Chiesa; malgrado il supplizio del corpo, l'anima si librava dalla dimora tranquilla di una fede protetta verso la dimora luminosa della visione beatifica del Cielo.
La grande guerra fu un tempo difficile. Ma eccoci ormai entrati in un tempo d'Apocalisse. Senza dubbio non siamo ancora all'uragano di fuoco che soffoca i corpi, ma siamo già all'agonia delle anime perché l'autorità spirituale sembra non si curi più di difenderle, sembra che si disinteressi sia della verità della dottrina che dell'integrità del culto, dal momento che ostentatamente rinuncia a condannare i colpevoli. È l'agonia delle anime nella Santa Chiesa minata all'interno da traditori ed eretici che continuano a non esserne cacciati. (Durante tutta la storia vi sono stati altri momenti d'Apocalisse. Ricordiamoci, per esempio, degli interrogatori a Santa Giovanna d'Arco, privata dei sacramenti da uomini di Chiesa, relegata nella sua oscura cella sotto la guardia di orribili carcerieri). Ma i tempi dell'Apocalisse sono sempre contrassegnati dalle vittorie della grazia. Perché anche quando le bestie dell'Apocalisse penetrano fin nella città santa e l'espongono agli ultimi pericoli, la Chiesa non cesserà di restare la Chiesa: città prediletta, inespugnabile al demonio e ai suoi ministri, città pura e senza macchia di cui la Santa Vergine è Regina.

Mediatrice onnipotente e garanzia di vittoria

È Lei, la Regina Immacolata, che farà abbreviare dal Cristo suo Figlio gli anni sinistri dell'anticristo. Anche in questo periodo, ci otterrà di perseverare e santificarci. Ci conserverà quella porzione di legittima autorità spirituale, di cui abbiamo assoluto bisogno. La sua presenza al Calvario, ai piedi della Croce, ce lo assicura infallibilmente. Era immobile ai piedi della Croce di suo Figlio, il Figlio di Dio in persona, per potersi unire più perfettamente al suo sacrificio redentore, per meritare in Lui ogni grazia per i suoi figli di adozione. Ogni grazia: la grazia per affrontare le tentazioni e le tribolazioni che cospargono le esistenze più serene, ma anche la grazia per perseverare, rialzarsi, santificarsi nelle prove peggiori, le prove della stanchezza fisica e le prove, ben più dure, dell'agonia dell'anima; il tempo durante il quale la città terrena diventa preda degli invasori e soprattutto il tempo durante il quale la Chiesa di Gesù Cristo deve resistere all'auto-demolizione. Tenendosi ai piedi della Croce del suo Figlio, la Vergine Madre, la cui anima fu trapassata da una spada di dolore, la divina Vergine che fu straziata ed oppressa come nessun'altra creatura lo sarà mai, ci fa comprendere senza possibilità di dubbio che Ella sarà capace di sostenere i redenti durante le più inaudite prove, grazie ad una materna intercessione infinitamente pura ed infinitamente potente. Ci persuade questa Vergine dolcissima, Regina dei martiri, che la vittoria si nasconde nella stessa croce e che questa vittoria diverrà manifesta: il mattino radioso della resurrezione sorgerà presto per il giorno senza declino della Chiesa trionfante.

Dramma senza precedenti

Nella Chiesa di Gesù in preda al modernismo fin nei suoi capi, a tutti i livelli della gerarchia, la sofferenza delle anime, la gravità dello scandalo raggiungono un'intensità sconvolgente. Questo dramma è senza precedenti, ma la grazia del Figlio di Dio redentore è più profonda di questo dramma e l'intercessione del Cuore Immacolato di Maria, che ottiene ogni grazia, non viene mai meno. Nelle anime più abbattute, le più prossime a soccombere, la Vergine Maria interviene notte e giorno per dissipare misteriosamente questo dramma, per rompere misteriosamente le catene che i demoni immaginano infrangibili. Solve vincla reis!

Il ricorso a Maria

Noi tutti che il Signore Gesù per un singolare segno d'onore chiama alla fedeltà in questi pericoli nuovi, in questa forma di lotta della quale non avevamo esperienza, — la lotta contro i precursori dell'anticristo introdottisi nella Chiesa — ritorniamo al nostro cuore, ritorniamo alla nostra fede; ricordiamoci che crediamo nella divinità di Gesù, nella maternità spirituale di Maria Immacolata. Scorgiamo almeno la pienezza di grazia e di saggezza che si trova nascosta nel Cuore del Figlio di Dio fatto uomo e che scorre efficacemente verso tutti coloro che credono; scorgiamo anche la pienezza di tenerezza e di intercessione che è unicamente privilegio del Cuore Immacolato della Vergine Maria. Ricorriamo alla Santa Vergine come suoi figli e faremo allora l'ineffabile esperienza che i tempi dell'anticristo sono i tempi della vittoria: vittoria della totale Redenzione di Gesù Cristo e dell'intercessione sovrana di Maria.

(Padre Calmel O.P.)

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