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martedì 18 agosto 2026

SCISMATICI DI NOME E SCISMATICI DI FATTO - SS NN - ANNO XV – LUGLIO 1989 - N. 13



ANNO XV – LUGLIO 1989 - N. 13
Quindicinale Cattolico
Antimodernista


SCISMATICI DI NOME 

SCISMATICI DI FATTO


La Croix, 1 luglio 1989, p. 10: un successore degli Apostoli in giacca e cravatta, mons. Thomas, Vescovo di Versailles, fa il bilancio del preteso «scisma» di sua ecc.za mons. Lefebvre. Bilancio, che, per lui, naturalmente è positivo, soprattutto perché con ciò si ritiene liberato da ogni cattiva coscienza: lo scomodo mons. Lefebvre, «che pretendeva non solo di essere pienamente cattolico, ma di essere l'unico detentore del vero cattolicesimo», oggi sarebbe finalmente costretto a difendere questa sua posizione «dall'esterno». Dall'esterno della Chiesa, si intende. Perché, per mons. Thomas, neppure c'è da dubitare che lui sia «dentro» e mons. Lefebvre «fuori» della Chiesa.

Sennonché non basta una dichiarazione di scisma a creare uno scisma, se tale dichiarazione non corrisponde ad una realtà scismatica; né basta dichiararsi «dentro» la Chiesa per esservi realmente. Nessun uomo, fosse anche il Papa e cioè la più alta autorità dopo Dio, ha il potere di creare col suo pensiero la realtà; può soltanto constatare.

Premesso ciò, torniamo al Vescovo di Versailles, il quale si rallegra che sia stata fatta chiarezza e di essere finalmente separato – lui, «dentro» la Chiesa – da mons. Lefebvre che ne sarebbe «fuori» e saggiamo la consistenza di questo suo essere «dentro» la Chiesa.

mercoledì 12 agosto 2026

PUÒ UN PAPA CADERE NELLO SCISMA? ARNALDO XAVIER DA SILVEIRA






di Arnaldo Xavier da Silveira*


Articolo pubblicato sul sito dell'Autore
Bonum Certamen 
e tradotto per
Unavox



Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni,
battezzandole nel nome del Padre
e del Figlio e dello Spirito Santo”.
“Simone, … io ho pregato per te,
che non venga meno la tua fede;
e tu, una volta ravveduto,
conferma i tuoi fratelli”.



Dove è il Papa, lì è la Chiesa

1) Secondo San Tommaso d’Aquino “Eresia e scisma si distinguono tra loro in base alle cose cui direttamente si contrappongono. Infatti l’eresia si contrappone alla fede; lo scisma invece si contrappone all’unità della carità esistente nella Chiesa”. E San Tommaso cita San Girolamo: “Penso che tra scisma ed eresia ci sia questa differenza, che l’eresia implica un dogma sbagliato, mentre lo scisma si limita a separare dalla Chiesa”. E conclude: “non c’è uno scisma il quale non si costruisca un’eresia, per giustificare la propria separazione dalla Chiesa” (1).
È principio corrente nella dottrina cattolica che laddove è il Papa, lì è la Chiesa. Così che a prima vista sembrerebbe impossibile che un Papa cada nello scisma, perché non potrebbe rompere con se stesso; né con la Chiesa di cui è il Capo visibile, Vicario di Nostro Signore.

2) Tuttavia, grandi e prestigiosi teologi dell’età d’argento della Scolastica (secoli XV-XVII) ammettevano largamente l’ipotesi di un Papa scismatico, spiegando che in linea di principio è possibile, o quanto meno la teologia non considera impossibile la rottura del Pontefice con la Chiesa. Il Papa che arrivasse a tale rottura cesserebbe di permanere nella Chiesa, e la Chiesa in lui.

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